Come si sceglie l’hosting per il tuo sito

La scelta dell’hosting per il proprio sito è un passaggio fondamentale che non va’ assolutamente sottovalutato. Per questa ragione bisogna capire quali sono i criteri a cui dobbiamo affidarci nella valutazione di un hosting, anche perché ce ne sono numerosi sul mercato ognuno dei quali presenta i suoi pro e i suoi contro che dobbiamo tenere in considerare per poter fare una scelta oculata.

In generale possiamo affermare che esistono tre diverse tipologia di hosting:

1.HOSTING CONDIVISO: particolarmente consigliato per i neofiti sia per la sua estrema facilità d’utilizzo e sia per il fatto di essere decisamente economico rispetto agli altri. Esso è condiviso insieme agli altri utenti che si trovano sullo stesso server.

2.SERVER VIRTUALE: tecnicamente si tratta di un server sempre condiviso ma che si può gestire come se fosse di nostra esclusiva proprietà. Per questo motivo il Server virtuale non viene penalizzato da un uso eccessivo della memoria che solitamente è condivisa con gli altri clienti dell’hosting oltre al fatto che non è soggetto ad eventuali attacchi hacher.

3.SERVER DEDICATO: è una soluzione consigliata per un progetto on line di successo e quindi viene scelta quando il vostro sito genera un traffico importante. Per cui è un server dedicato solo al vostro sito con tutti i vantaggi legati alla sicurezza.

A questo punto possiamo provare a stilare una lista delle principali feature necessarie per valutare l’hosting migliore per il vostro sito. Di conseguenza dobbiamo tenere bene in considerazione 4 aspetti:

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Come installare WordPress su un hosting

L’installazione di WordPress su un hosting anche se è in generale può essere considerata un’operazione facile ed intuitiva necessita di una certa dimestichezza in ambito informatico.

Non è un caso che esistano numerosi soluzioni automatiche (Softaculos) che hanno lo scopo di supportare i neofiti passo dopo passo nelle varie procedure di installazione. In siffatto contesto abbiamo pensato di proporvi una piccola guida che faccia da ponte tra una configurazione automatica e una più specifica. Prima di iniziare sono necessari tre strumenti necessari per installare WordPress su un hosting:

  1. CLIENT FTP: una configurazione attiva sull’hosting di destinazione risulta indispensabile per installare WordPress
  2. ACCESSO AL DATABASE: solo accedendo al database dell’hosting mediante phpMyAdmin possiamo favorire le varie procedure di configurazione
  3. DOMINIO INTERNET: un dominio attivo è necessario per installare il vostro WordPress

 A questo punto per installare WordPress sull’hosting di destinazione occorre seguire 3 step fondamentali e indispensabili:

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Come fare SEO sui siti per adult

Ottimizzare un sito per adulti in chiave SEO è sicuramente un’impresa ardua per via di una serie di fattori strettamente connessi con l’alto grado di concorrenzialità di questo settore. Non è un caso che molte delle parole chiavi che potrebbero essere usate per generare traffico sul proprio sito sono ad appannaggio dei soliti competitor che da anni dominano questa tipologia di siti.

Come fare SEO sui siti per adulti

Di fronte a questo scenario è evidente che l’unica strada percorribile sia quella di una strategia da coltivare nel tempo e quindi solo grazie ad un’opportuna pianificazione degli interventi unita ad un’analisi attenta delle statistiche del traffico generato possiamo conquistare una fetta del mercato.

Infatti una delle strategie che possiamo consigliarvi e che in generale vale per ogni settore, è quella di cercare una nicchia specifica in modo da rendere il vostro progetto una vera e propria alternativa. Per questo motivo vi consigliamo di studiare attentamente quei siti per adulti che hanno più successo e annotarvi quali sono le loro mancanze, o meglio cosa non offrono ai propri utenti e su quello costruire la vostra tipologia di sito. Questa strategia è possibile in questo settore perché i siti per adulti a differenza di quelli monotematici si prestano a varie sotto categorie. Di conseguenza si può senza dubbio trovare un modo diverso e creativo di presentare il progetto agli utenti della Rete.

In ogni caso questo settore, come tutti quelli dove la concorrenza è spietata, offre una grande opportunità per i seo-copy writer i quali hanno la possibilità di sperimentare le tecniche SEO, testando ed escogitando un numero impressionante di strategie con lo scopo di superare il muro eretto da questo contesto elitario. La difficoltà nell’ottimizzare e indicizzare un nuovo sito per adulti innesca automaticamente in coloro che curano i contenuti della piattaforma l’ambizione di riuscire a generare traffico laddove solitamente le speranze di successo sono molte scarse per via della forte competizione.

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Come verificare un sito sulla Search Console di Google

Verificare un sito web sulla Search Console di Google significa validarlo e cioè aumentarne il suo grado di accessibilità ma soprattutto limitarne le differenze di visualizzazione da un browser all’altro.

Di conseguenza verificare un sito web significa assicurarsi che sia sviluppato e scritto in maniera corretta in modo da garantire una maggiore compatibilità con tutti i browser presenti in circolazione.

Purtroppo però attualmente il codice dei siti web viene scritto con editor tipo Dreamweaver di Adobe o FrontPage di Microsoft che non rispettano gli standard imposti dal consorzio W3C. Per questo motivo chi vuole un sito di qualità deve richiedere al proprio webmaster di correggere il codice e far validare il sito. In ogni caso per verificare se un sito è stato validato dagli sviluppatori che l’hanno creato può effettuare un test di valutazione andando sul sito dell’organizzazione W3C (http://validator.w3.org/), inserire l’Url del sito in questione nel campo “Address“, cliccare sul pulsante “Check” ed attendere il risultato.

 Tale verifica risulta estremamente importante ai fini del posizionamento e dell’indicizzazione del sito sui vari motori di ricerca, laddove la presenza di errori nel linguaggio html rende lenta la lettura da parte degli spider che non riescono ad indicizzare correttamente il sito con una serie di conseguenze negative per il relativo traffico dato che in questo modo il motore di ricerca trova difficoltà a memorizzare le diverse pagine che lo compongono.

Per poter verificare un sito sulla Search Console di Google basta essere in possesso di un account Gmail facendo semplicemente il login dalla pagina principale. Tenendo bene a mente che l’unico caso in cui possono esserci delle complicazioni nel validare il proprio sito sul WebMaster Tools di Google (WMT) è quello in cui non è possibile modificare il markup della pagina nè accedere al sito via FTP per includere il file di verifica in HTML.

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Come usare goo.gl per monitorare i click di un URL

Dato che spesso gli URL sono molto lunghi, sono stati inventati dei servizi on line che consentono di accorciarli per poi presentarli in una forma abbreviata.

Tra questi spicca goo.gl che non è altri che l’URL Shortener di Google, recentemente aggiornato per monitorare l’andamento dei link condivisi su internet. In altre parole esso offre, tra le varie funzionalità, l’opportunità di analizzare in tempo reale le statistiche relative al numero di volte in cui quei link condivisi vengono cliccati, ma può essere anche usato per nascondere indirizzi da monitorare in un secondo momento e per generare QR-code in maniera del tutto gratuita.

Purtroppo però il rovescio della medaglia di questo “accorciatore di url” che dunque consente di abbreviare qualsiasi indirizzo web, è che solitamente viene usato dai truffatori sul web per rendere credibili i loro url, dato che chiunque può liberamente usufruire di questo servizio per disorientare e confondere gli utenti della Rete che credono di essere dirottati su www.goo.gl.

In realtà dietro questi url brevi, si nascondono delle pagine web di spam o con virus. Il problema è che non si può sapere a quale sito porta quel link finché non ci cliccherete sopra. In quel caso vi consigliamo di usare un servizio di url expander come www.urlex.org che suggerisce a quale link porta quello specifico url accorciato.

Nel caso in cui abbiate l’esigenza di accorciare l’url della pagina del vostro sito magari per condividerla su Twitter, che come sappiamo non consente di pubblicare indirizzi web molto lunghi, possiamo compattare il nostro url con l’accorciatore goo.gl tramite 3 passaggi molto semplici e intuitivi:

  1. LOGIN: innanzitutto dobbiamo cliccare su goo.gl e loggarci con il nostro account Gmail.
  2. URL DA ACCORCIARE: inseriamo il nome dell’indirizzo web che dobbiamo accorciare e poi lo postiamo all’interno della casella specifica.
  3. SHORTEN URL: clicchiamo su Shorten URL e aspettiamo che venga generato l’URL accorciato che possiamo utilizzare come link da condividere tranquillamente sul web.

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Trasferire un sito da un hosting all’altro

Le motivazioni che solitamente si celano dietro la necessità di trasferire un sito da un hosting all’altro sono molteplici ma tutte strettamente legate ad una serie di problemi riscontrabili nel caricamento del sito.

A tal proposito esistono degli specifici indicatori che rappresentano un campanello d’allarme per i webmaster, i quali si rendono conto che è arrivato il momento di procedere ad una migrazione verso un servizio hosting più professionale. Questa esigenza spesso si scontra con il timore reale di non riuscire a gestire al meglio il trasferimento dal provider attuale, rendendo il sito irraggiungibile con una serie di conseguenze negative sul suo relativo posizionamento.

In generale si procede ad un trasferimento del sito da un hosting all’altro quando il provider subisce dei continui down time che rischiano a lungo andare di far declassare la web reputation del sito stesso, perché ogni volta verrà aperta una procedura di assistenza che metterà in allarme circa la sua relativa pertinenza e affidabilità.

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Sito lento: colpa dell’hosting oppure no ?

La lentezza di un sito può dipendere da vari fattori che il più delle volte spingono i webmaster a cambiare il relativo hosting. Ma prima di arrivare a questa conclusione occorre effettuare una serie di valutazioni specifiche, necessarie per identificare l’origine del problema. In questa analisi bisogna tenere a mente una fondamentale regola e cioè che un hosting che si rispetti solitamente è soggetto a revisioni di carattere tecnico, ragion per cui prima di cambiarlo dobbiamo verificare se il rallentamento del sistema non sia dovuto ai relativi aggiornamenti periodici a cui l’hosting si sottopone regolarmente.

Prima di capire in che modo la lentezza di un sito può dipendere dal suo hosting, analizziamo per esclusioni le altre possibili cause che determinano un rallentamento nel caricamento della pagina:

  1. PROBLEMI DI SCRIPT: a volte la scarsa velocità di un sito dipende da qualche script PHP che deve essere considerato una specie di spia sulle possibili anomalie presenti nel codice della pagina che possiamo modificare entrando nel template o disinstallando plugin che evidentemente stanno rallentando il sistema. Tale lentezza potrebbe anche mettere in luce un altro problema e cioè che la pagina ha bisogno di risorse esterne che non riesce a caricare.
  2. CONNETTIVITA’ RETE: nel caso in cui ci siano dei problemi di connettività del nostro hosting è consigliabile aspettare un po’ e poi chiedere l’assistenza, dato che si potrebbe trattare di inconvenienti di natura temporanea.
  3. BANDA MENSILE: coloro che hanno un hosting con un piano limitato vedono “lento” quello che in realtà è una copia cache del browser in locale. Ragion per cui prima di cambiare hosting, occorre cambiare piano in modo da contrastare l’esaurimento della banda mensile.
  4. PROBLEMI CON IL CMS: molto spesso il rallentamento di un sito dipende da un CMS inadeguato per cui bisogna assicurarsi di aver installato l’ultima versione magari provando ad usare qualche plugindi caching.

Queste possibilità ci indicano chiaramente che la lentezza di un sito non dipende necessariamente dal server, ma anche dal fatto che lo spazio web potrebbe eseguire troppi script per le risorse a disposizione.

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Come bloccare i referral indesiderati di Analytics?

Tra le statistiche di Google Analytics del nostro sito di solito può comparire un dato che ci mette in allerta circa il traffico associato al nostro spazio web, dato che possiamo trovare delle “strane” e numerose visite provenienti da referral (link da altri siti) sconosciuti che finiscono per penalizzarci agli occhi dei motori di ricerca.

Questo traffico è palesemente spam ed è considerato inutile oltre che dannoso ai fini del posizionamento del nostro sito, perché “infetta” le nostre statistiche falsando il numero di visite e aumentando la frequenza di rimbalzo dato che la durata delle sessioni è praticamente nulla per ogni “visita”

Tale invasione di traffico indesiderato genera i cosiddetti ghost referral che spuntano fuori nelle statistiche di Google Analytics del nostro sito con l’intenzione di farsi pubblicità, dato che noi li vediamo mossi dalla curiosità e li andiamo a visitare, cadendo nella loro “trappola”.

Generalmente i referral che visitano realmente il sito, lasciano una traccia nei log del server, per cui per capire se tale referral è dannoso oppure no ci basterà scaricare il file con i log e cercare il referral incriminato, poi su Google Analytics dobbiamo andare alla sezione Acquisizione ->Tutto il traffico -> Referral, e poi cliccare sul pulsante dimensione secondaria laddove scriveremo il nome host usato dai visitatori per accedere al sito. Se viene usato il nostro url vuol dire che il referral visita realmente il sito, altrimenti vuol dire che è dannoso per le nostre statistiche e va’ assolutamente bloccato

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Come usare un client FTP

Oggi giorno risulta sempre più facile creare un sito e gestirlo in hosting soprattutto grazie alla diffusione di strumenti avanzati ed intuitivi che vengono utilizzati come veri e propri pannelli di controllo.

Tra questi spicca il client FTP, acronimo con cui solitamente si vuole identificare un File Transfer Protocol e cioè un protocollo di trasferimento dati che prevede un’autenticazione del client tramite nome utente e password. Per questo motivo per poter trasferire file e cartelle dal nostro computer al server remoto che ospita il nostro sito dobbiamo necessariamente disporre di un account FTP che ci consentirà di eseguire questa preziosa operazione, particolarmente consigliata per file superiori ad un gigabyte sulle attuali connessioni ADSL disponibili.

Di conseguenza un client FTP per poter effettuare i relativi download ed upload deve essere innanzitutto essere installato sul nostro computer al quale accederemo con una triade di credenziali specifiche: l’indirizzo IP del server, l’username e la password. In generale esistono diversi gestori di download che consentono di trasferire i dati tramite una connessione FTP, tra questi spiccano Fire Downloader, JDownloader e CyberDuck, quest’ultimo nato soprattutto per i Mac anche se adesso è disponibile anche per pc Windows.

Il merito di CyberDuck sta nel fatto che riesce a superare i limiti di un client FTP tipo, dato che permette di accedere e modificare i file attraverso i più usati protocolli di comunicazione internet. Quindi non solo supporta i trasferimenti in remoto via FTP, SFTP, FTP-SSL, ma anche tramite WebDAV e WebDAV SSL, il protocollo di comunicazione http o https per scaricare o caricare file dai siti hosting via internet.

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FTP: guida pratica all’uso di FileZilla

Per caricare on line il vostro sito web o condividere file con gli amici, interagendo così con un server FTP, è consigliabile l’uso di FileZilla, un software gratuito e intuitivo capace di offrire numerosi opzioni e funzionalità che solitamente vengono proposte dai competitors a pagamento. A ciò si aggiunge un’estrema facilità di utilizzo che consente anche ai meno esperti di effettuare operazioni simili di manutenzione, arrivando a caricare manualmente plugin con un occhio di riguardo alla crittografia e alla compressione trasparente dei dati.

Attenzione però che FileZilla client non ha nulla a che fare con la versione server, solitamente consigliata per creare un servizio server FTP, utile per consentire ad altri utenti che si collegano tramite un client-ftp di eseguire upload o download di files. Infatti esso è considerato un potente strumento open source che consente di predisporre la componente server dell’architettura FTP. Mentre la versione client serve per pubblicare il vostro sito on line ed è a differenza del primo gratuito, libero e a codice aperto. Oltre tutto esso è particolarmente consiglio per caricare, modificare e cancellare file del vostro sito come se fosse un normale pc connesso ad Internet.

A tal proposito FileZilla client, disponibile per tutti i principali sistemi operativi oltre a supportare i trasferimenti di file via FTP, SFTP, FTPS (il download può essere effettuato all’indirizzo https://filezilla-project.org/download.php?type=client) è rilasciato in GPL, un’importante licenza che generalmente permette l’uso sia in ambito commerciale che amatoriale con una grande libertà di manovra. Non è un caso che secondo le statistiche Sourceforge, FileZilla è tra i primi 10 programmi open source più scaricati al mondo.

In questo articolo vi offriremo una guida pratica all’uso di FileZilla client una volta installato sul vostro pc, consentendovi di configurarlo attraverso una serie di passaggi facili ed intuitivi che non richiederanno particolari conoscenze tecniche. Prima di tutto però dobbiamo precisare che tramite FTP è possibile caricare sul server (l’hosting condiviso per esempio) i file che consentono a siti come WordPress e Drupal di funzionare, ovvero file con queste estensioni: CSS (ad esempio style.css); HTML (index.html e così via); PHP e JS (javascript).

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