Dare per scontato che ti hanno già bucato: la nuova strategia della cybersecurity

Dare per scontato che ti hanno già bucato: la nuova strategia della cybersecurity

Il 28 agosto 2026, durante un’intervista con Tom's Hardware, Alessio Fasano, Country Manager Southern EMEA di FireMon, ha delineato un cambiamento nella strategia della cybersecurity, evidenziando l’importanza di considerare che un attaccante può entrare nelle reti aziendali. Sebbene il perimetro di sicurezza rimanga necessario, la vera sfida si svolge all’interno della rete, dove un attaccante può muoversi liberamente una volta penetrato.

Fasano ha spiegato che la microsegmentazione è fondamentale per impedire i movimenti laterali degli attaccanti, garantendo una protezione più efficace delle informazioni sensibili. Ha paragonato l’implementazione delle norme di rete a porte tagliafuoco, che si chiudono per contenere un incendio.

Cybersecurity: Intervista a Alessio Fasano di FireMon

Ha anche introdotto una distinzione tra resilienza e antifragilità: la resilienza si riferisce alla capacità di ripristinare rapidamente i servizi colpiti, mentre l’antifragilità implica un miglioramento delle difese dopo un attacco.

Fasano ha rilevato come le piccole e medie imprese spesso considerino la cybersecurity come una spesa estranea. Ha citato l’obiezione di chi dirige aziende manifatturiere con fatturati tra 50 e 100 milioni di euro: “Faccio i bulloni, mi interessa vendere i bulloni”. Tuttavia, ha avvertito che un attacco ransomware può fermare la produzione, rendendo la cybersecurity cruciale per la sopravvivenza aziendale.

La direttiva europea NIS2 ha ampliato l’obbligo di sicurezza informatica, includendo anche le piccole imprese. Fasano ha tracciato un parallelo con il GDPR, notando che le sanzioni hanno incentivato le aziende ad adeguarsi, sottolineando come il costo di una multa superi quello della prevenzione.

Fasano stima che vulnerabilità vengano scoperte quasi una ogni sette secondi e che il budget per la cybersecurity stia crescendo più rapidamente rispetto ad altre spese informatiche. Ha anche paragonato la cybersecurity a una campagna vaccinale, suggerendo che l’efficacia delle misure dipende dalla loro diffusione.

Fasano ha concluso che chi cerca una sicurezza totale sta vendendo un’illusione, ponendo l’accento sulla necessità per le aziende di ridurre i rischi e mantenere la resilienza in caso di incidenti.