Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Il 16 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare n. 5/E, che fornisce indicazioni ufficiali sul Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Questo codice è fondamentale per la tutela della continuità aziendale in Italia, offrendo strumenti normativi per affrontare difficoltà finanziarie.

La guida si suddivide in quattro parti, con la prima già pubblicata, dedicata agli strumenti introdotti dalla riforma. Tra questi, si trovano la composizione negoziata della crisi, il concordato semplificato e il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione (PRO).

Emanazione della Circolare n. 5/E sul Codice della crisi d’impresa

Un elemento chiave della circolare è la prevenzione del dissesto definitivo attraverso trattative riservate tra imprenditori e creditori. Sono previste misure come l’abbattimento delle sanzioni e interessi legali sui debiti erariali, e l’accesso a piani di rientro straordinari fino a 72 rate mensili.

La circolare chiarisce anche la possibilità di includere nella proposta di transazione un taglio parziale del debito legato all’IVA e alle ritenute d’acconto non versate, ampliando le opportunità di negoziazione per i piani di risanamento. Vengono specificati i criteri per formalizzare le proposte al Fisco, indicandone i debiti ammissibili.

Per quanto riguarda la gestione della crisi nei gruppi di imprese, l’Agenzia ha introdotto una disciplina per analizzare le posizioni erariali in modo unitario, impedendo che le difficoltà di una consociata influiscano sull’intera catena del valore. La ristrutturazione deve avvenire attraverso un’unica istruttoria integrata.

Infine, per contrastare i ritardi burocratici nel voto erariale, la circolare stabilisce un sistema di risposta a due velocità. Gli uffici locali dovranno accelerare i processi per le pratiche semplici, con la possibilità di proroga per quelle più complesse. L’Agenzia delle Entrate attiverà segnalazioni automatiche quando il debito tributario scaduto supererà certe soglie, richiedendo interventi tempestivi da parte delle aziende.