Come funziona il conto deposito: quanto rende e cosa sapere prima di versare i propri risparmi

Come funziona il conto deposito: quanto rende e cosa sapere prima di versare i propri risparmi

Il conto deposito รจ uno degli strumenti piรน semplici utilizzati dai risparmiatori per ottenere un rendimento sulla liquiditร  senza investirla direttamente in azioni, obbligazioni o fondi. Il meccanismo di base รจ intuitivo: si deposita una somma presso una banca e, in cambio, l’istituto riconosce un interesse.

Ma dietro un prodotto apparentemente semplice ci sono alcuni elementi che possono cambiare sensibilmente il risultato finale: tasso lordo, durata del vincolo, possibilitร  di svincolare il denaro, tassazione, imposta di bollo e garanzia sui depositi.

Un conto che pubblicizza, per esempio, un rendimento lordo del 3% non significa necessariamente che 10.000 euro producano 300 euro effettivamente disponibili per il risparmiatore.

Prima di scegliere รจ quindi utile capire esattamente come funziona un conto deposito e quanto puรฒ rendere al netto di tasse e altri eventuali costi.

Cos’รจ un conto deposito

Il conto deposito รจ un rapporto bancario pensato principalmente per depositare liquiditร  e ottenere interessi.

A differenza del normale conto corrente, generalmente non nasce per gestire le spese quotidiane.

Il suo obiettivo principale รจ remunerare le somme depositate.

Il cliente trasferisce quindi una determinata quantitร  di denaro e la banca riconosce un tasso d’interesse secondo le condizioni previste dal contratto.

Il rendimento puรฒ dipendere da diversi elementi:

  • importo depositato;
  • tasso riconosciuto;
  • durata;
  • presenza di un vincolo;
  • eventuali promozioni;
  • modalitร  di liquidazione degli interessi.

Due conti deposito apparentemente simili possono quindi produrre risultati differenti.

Conto deposito libero o vincolato: cosa cambia

Una delle distinzioni piรน importanti รจ quella tra conto deposito libero e conto deposito vincolato.

Nel primo caso il denaro rimane generalmente disponibile secondo le modalitร  previste dalla banca.

Il risparmiatore ottiene un rendimento ma conserva una maggiore flessibilitร  nell’utilizzo della liquiditร .

Il conto vincolato prevede invece di mantenere la somma depositata per un periodo prestabilito.

Potremmo avere, ad esempio, vincoli di:

3 mesi, 6 mesi, 12 mesi, 24 mesi, 36 mesi o piรน.

In cambio della minore disponibilitร  del denaro, la banca puรฒ offrire un tasso piรน interessante.

Ma non รจ una regola universale: bisogna sempre confrontare le condizioni effettivamente offerte.

Cosa succede se servono i soldi prima della scadenza?

รˆ uno degli aspetti piรน importanti da verificare prima di aprire un conto deposito vincolato.

Non tutti i prodotti funzionano allo stesso modo.

Alcuni consentono lo svincolo anticipato. Altri possono prevedere condizioni differenti, tempi di attesa o la perdita totale o parziale degli interessi maturati sulla somma svincolata.

Esistono inoltre depositi nei quali il capitale rimane indisponibile fino alla scadenza prevista dal contratto.

Per questo motivo non bisognerebbe scegliere un conto guardando esclusivamente il tasso.

Un rendimento leggermente superiore potrebbe non compensare la perdita di flessibilitร  per un risparmiatore che potrebbe avere bisogno di quella liquiditร  nei mesi successivi.

Quanto rende un conto deposito?

Facciamo qualche esempio.

Supponiamo di depositare 10.000 euro per 12 mesi con un tasso annuo lordo del 3%.

Il calcolo semplificato sarebbe:

10.000 ร— 3% = 300 euro lordi.

Con 50.000 euro:

50.000 ร— 3% = 1.500 euro lordi.

Con 100.000 euro:

100.000 ร— 3% = 3.000 euro lordi.

Queste cifre, perรฒ, rappresentano il rendimento lordo.

Per sapere quanto rimane realmente al risparmiatore bisogna considerare la fiscalitร  applicabile e le condizioni del prodotto.

Tasso lordo e rendimento netto non sono la stessa cosa

Questo รจ probabilmente uno dei concetti piรน importanti quando si confrontano due offerte.

Il tasso pubblicizzato dalla banca รจ normalmente espresso su base annua e lorda.

Se leggiamo:

“Conto deposito al 3%”

non significa automaticamente che depositando 10.000 euro riceveremo 300 euro netti.

Il rendimento effettivamente ottenuto sarร  inferiore dopo l’applicazione della tassazione sugli interessi e degli eventuali altri oneri applicabili.

Bisogna inoltre controllare la durata.

Un tasso annuo del 3% applicato a un deposito mantenuto per sei mesi non produce normalmente lo stesso interesse di un capitale depositato per dodici mesi.

Come vengono tassati gli interessi del conto deposito

Per le persone fisiche residenti che non detengono il rapporto nell’ambito di un’attivitร  d’impresa, gli interessi dei conti e depositi bancari sono generalmente soggetti a una ritenuta del 26%, secondo la disciplina fiscale applicabile.

Riprendiamo quindi l’esempio precedente.

Con 10.000 euro e un rendimento lordo annuo del 3%:

Interessi lordi: 300 euro

Ritenuta del 26%: 78 euro

Interessi dopo la ritenuta: 222 euro

Il rendimento effettivo deve perรฒ essere valutato considerando anche l’eventuale imposta di bollo e le specifiche condizioni contrattuali.

L’imposta di bollo sul conto deposito

C’รจ infatti un altro elemento da mettere in conto.

Sui prodotti finanziari e sui depositi possono applicarsi regole differenti in materia di imposta di bollo a seconda della tipologia del rapporto e della relativa rendicontazione.

Nel caso dei conti deposito, viene comunemente applicata un’imposta proporzionale pari allo 0,20% annuo sulle somme soggette alla disciplina prevista, ma il trattamento concreto deve essere verificato sulla documentazione della banca e sulla tipologia del prodotto.

Alcuni istituti possono inoltre proporre promozioni nelle quali dichiarano di farsi carico del bollo per un determinato periodo.

รˆ quindi fondamentale leggere le condizioni economiche.

Quanto rimane su 10.000 euro al 3%?

Possiamo costruire una simulazione puramente esemplificativa.

Ipotizziamo:

Capitale: 10.000 euro

Tasso annuo lordo: 3%

Durata: 12 mesi

Interesse lordo: 300 euro

Ritenuta ipotizzata al 26%: 78 euro

Interessi dopo la ritenuta: 222 euro

Se, esclusivamente ai fini dell’esempio, considerassimo anche un bollo proporzionale dello 0,20% calcolato su 10.000 euro per l’intero anno, avremmo altri 20 euro.

Il risultato economico teorico diventerebbe quindi:

222 – 20 = 202 euro.

Il rendimento netto nell’esempio sarebbe circa il 2,02% del capitale iniziale.

รˆ una simulazione semplificata: modalitร  di calcolo, date di rendicontazione, bollo, eventuali promozioni e condizioni contrattuali possono modificare il risultato effettivo.

Quanto possono rendere 10.000, 50.000 e 100.000 euro?

Possiamo utilizzare lo stesso esempio per comprendere meglio l’effetto del tasso.

Ipotizzando un rendimento annuo lordo del 3%, ritenuta del 26% e, solo per la simulazione, un costo equivalente allo 0,20% del capitale:

CapitaleInteresse lordoDopo ritenuta 26%Netto teorico dopo bollo ipotizzato
10.000 โ‚ฌ300 โ‚ฌ222 โ‚ฌ202 โ‚ฌ
25.000 โ‚ฌ750 โ‚ฌ555 โ‚ฌ505 โ‚ฌ
50.000 โ‚ฌ1.500 โ‚ฌ1.110 โ‚ฌ1.010 โ‚ฌ
100.000 โ‚ฌ3.000 โ‚ฌ2.220 โ‚ฌ2.020 โ‚ฌ

La tabella non rappresenta un’offerta bancaria nรฉ una previsione di rendimento. Serve esclusivamente a mostrare la differenza tra tasso pubblicizzato e risultato netto teorico.

Il conto deposito รจ sicuro?

Quando si parla di conti deposito bisogna distinguere il rischio dell’investimento dalla tutela dei depositi bancari.

In Italia il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) tutela i depositanti delle banche aderenti fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca. La tutela comprende espressamente anche i conti di deposito, compresi quelli vincolati.

In caso di liquidazione coatta amministrativa di una banca aderente, il FITD indica un termine di rimborso ordinario di sette giorni lavorativi, nei limiti della copertura prevista.

La soglia di 100.000 euro merita particolare attenzione.

Non significa 100.000 euro per ogni conto.

La copertura viene calcolata per depositante e per banca, cumulando i depositi intestati alla stessa persona presso il medesimo istituto.

Cosa succede se ho 150.000 euro nella stessa banca?

Facciamo un esempio.

Un risparmiatore possiede:

50.000 euro sul conto corrente;

100.000 euro su un conto deposito;

entrambi presso la stessa banca.

Il totale dei depositi presso quell’istituto รจ quindi 150.000 euro.

Ai fini della garanzia ordinaria non bisogna considerare separatamente i due rapporti: il limite generale รจ di 100.000 euro complessivi per depositante e per banca.

La parte eccedente non viene rimborsata dal FITD attraverso la normale garanzia; il credito residuo segue invece la procedura di liquidazione della banca.

Esistono comunque particolari eccezioni per determinati saldi temporanei elevati, ad esempio in alcune circostanze legate a operazioni immobiliari, pensionamento, scioglimento del rapporto di lavoro o indennizzi, per i quali la normativa prevede una tutela rafforzata per un periodo limitato.

E se il conto รจ cointestato?

La situazione cambia.

Il FITD specifica che, nel caso di un conto cointestato, il deposito viene attribuito proporzionalmente ai cointestatari e la garanzia opera per ciascuno di essi entro il limite di 100.000 euro.

Un conto con due cointestatari puรฒ quindi beneficiare, rispettando le condizioni previste, di una tutela complessiva potenzialmente superiore rispetto a quella di un deposito intestato a una sola persona.

Bisogna comunque considerare anche gli eventuali altri depositi posseduti da ciascun intestatario presso la stessa banca.

Conto deposito o conto corrente?

Sono due strumenti che svolgono funzioni differenti.

Conto correnteConto deposito
Pensato per pagamenti e operazioni quotidianePensato principalmente per remunerare la liquiditร 
Carta, bonifici, addebiti e serviziOperativitร  generalmente limitata
Liquiditร  normalmente disponibilePuรฒ essere libero o vincolato
Interesse spesso secondarioRendimento elemento centrale
Gestione quotidiana del denaroGestione della liquiditร  non immediatamente necessaria

Non รจ quindi necessariamente una scelta tra l’uno e l’altro.

Molti risparmiatori possono utilizzare il conto corrente per la liquiditร  necessaria alle spese e destinare parte delle somme che non prevedono di utilizzare nel breve periodo a un deposito remunerato.

Conto deposito o titoli di Stato?

Il confronto รจ piรน complesso perchรฉ si tratta di strumenti differenti.

Un titolo di Stato รจ un titolo di debito acquistato dall’investitore. Puรฒ avere cedole, scadenza e un prezzo di mercato che puรฒ cambiare nel tempo.

Il conto deposito rimane invece un deposito bancario.

La fiscalitร  puรฒ inoltre essere differente: per molti titoli di Stato italiani ed equiparati รจ prevista una tassazione agevolata del 12,5% sui relativi redditi, mentre gli interessi dei depositi bancari sono generalmente soggetti al 26%.

Non bisogna perรฒ scegliere esclusivamente in base all’aliquota fiscale.

Durata, rendimento, possibilitร  di recuperare il capitale, rischio, oscillazioni di prezzo, costi e necessitร  personali sono tutti elementi da valutare.

Quando puรฒ avere senso un conto deposito?

Il conto deposito puรฒ essere interessante soprattutto per chi dispone di liquiditร  che non prevede di utilizzare immediatamente e vuole ottenere una remunerazione senza esporsi direttamente alle oscillazioni tipiche degli strumenti negoziati sui mercati.

Un possibile utilizzo riguarda, ad esempio, una parte della liquiditร  destinata a spese future giร  programmate.

La scelta tra libero e vincolato dipende perรฒ dall’orizzonte temporale.

Vincolare il denaro necessario tra tre mesi per ottenere qualche decimale di rendimento aggiuntivo potrebbe non essere una scelta efficiente se le condizioni di svincolo sono penalizzanti.

Cosa controllare prima di aprire un conto deposito

Il tasso รจ importante, ma non dovrebbe essere l’unico numero da guardare.

Prima dell’apertura conviene verificare almeno:

  • tasso lordo annuo;
  • durata dell’offerta;
  • durata del vincolo;
  • possibilitร  e condizioni di svincolo;
  • quando vengono accreditati gli interessi;
  • eventuale importo minimo e massimo;
  • costi di apertura o gestione;
  • trattamento dell’imposta di bollo;
  • sistema di garanzia dei depositi applicabile;
  • eventuali condizioni promozionali;
  • cosa succede alla scadenza.

Particolare attenzione meritano le offerte promozionali.

Un tasso elevato potrebbe essere riconosciuto soltanto per pochi mesi, esclusivamente sulla nuova liquiditร  oppure entro determinati importi.

Per confrontare correttamente due conti bisogna quindi osservare quanto denaro rimane effettivamente alla fine del periodo considerato, non soltanto il numero piรน grande riportato nella pubblicitร .

Il vero calcolo da fare prima di vincolare i risparmi

Immaginiamo due offerte.

La prima riconosce il 2,8% e permette di recuperare facilmente il capitale.

La seconda offre il 3,1%, ma prevede un vincolo piรน rigido.

Su 10.000 euro la differenza lorda annuale tra i due tassi รจ appena:

10.000 ร— 0,3% = 30 euro.

Prima delle imposte.

Questo semplice esempio mostra perchรฉ inseguire automaticamente il tasso piรน alto non รจ sempre la scelta migliore.

Bisogna chiedersi quanto vale, per il singolo risparmiatore, poter disporre del proprio denaro.

Il conto deposito rimane quindi uno strumento relativamente semplice, ma la scelta migliore non dipende soltanto dal rendimento pubblicizzato: tasso netto, durata, liquiditร  e tutela del capitale devono essere valutati insieme.