Trading con i CFD come funziona?



Trading con i CFD

Negli articoli precedenti abbiamo visto come si fa per praticare il trading online con i CFD. Abbiamo anche visto quali piattaforme sono le più adatte per negoziare con i CFD, ma come funziona in maniera tecnica il trading con questi particolari strumenti finanziari? Innanzitutto occorre precisare che il trading con i CFD avviene tra gli investitori e le società che offrono questo servizio, ovvero quelli che sono conosciuti come broker. Non ci sono dei contratti predeterminati quindi ogni società può può tranquillamente decidere quali sono i propri contratti con i CFD, anche se devono attenersi ad alcuni punti in comune. Tra questi punti in comune ci sono i seguenti:

Il CFD ha inizio solo quando l’investitore apre al rialzo oppure al ribasso una sua posizione in un preciso strumento. Invece ha fine quando chiude la sua posizione.
Solo in base alla variazione del prezzo il guadagno sarà proporzionale, ovviamente questa variazione avviene tra l’apertura e la chiusura della tale posizione. Il broker, per il servizio che egli stesso ha offerto, applica un determinato spread, in altre parole un differenziale tra il prezzo acquistato e la vendita al momento dell’apertura della pozione. Ci sono anche delle commissioni in più, che il broker può aggiungere per altri servizi extra, ovvero ad esempio la tassa sul servizio che si svolge durante la notte nel mondo finanziario. Nel momento in cui avviene la chiusura del mercato, una posizione può venire reinvestita e portata al giorno successivo.

I CFD sono dei prodotti in cui il trader deve mantenere un certo livello di margine. Nel caso in cui accada che la somma depositata scenda a un livello più basso rispetto a quello del margine, il broker chiederà al trader di coprire questo margine in modo veloce, altrimenti al fine di potersi tutelare il broker potrà chiudere le posizioni. Questa si chiama “margin call” ovvero una chiamata a margine.


Come funzionano i margini?

La questione dei margini è una questione che occorre chiarire per bene e soprattutto comprendere, per il fatto che è una questione centrale nel trading con i CFD. Per comprendere al meglio la questione dei margini nel trading con i CFD facciamo un esempio, che sono sempre i migliori per comprendere le questioni di trading. Abbiamo il margine iniziale che altro non è che il prezzo che il trader andrà a negoziare e quindi a investire, di conseguenza forniamo la seguente espressione: (prezzo di apertura della posizione x dimensione della transazione) x percentuale del margine. L’esempio è il seguente: se acquistiamo 30 CFD azioni Google a 100 euro l’una e il suo margine d’inizio è al 10%, avremo questo (30×100)x10% quindi (3000)10% ovvero 300 euro.

Abbiamo anche il margine di manutenzione oltre a quello iniziale. Questo viene chiesto per mantenere aperta la posizione, quando tale posizione sarà chiusa l’importo del margine verrà restituito al trader. L’espressione è la seguente: (prezzo apertura della posizione x dimensione della transazione) x percentuale margine di manutenzione. L’esempio è simile a quello precedente.

Se abbiamo acquistato 30 CFD azioni di Google a 100 euro l’una, il margine di manutenzione è pari al 5%, avremo: (30×100)x5% quindi (3000)5% ovvero 150 euro. Questi 150 euro saranno il margine di manutenzione da versare all’inizio. In altre parole sulla base di questi esempi dovrò versare esattamente 450 euro dal conto disponibile per aprire la posizione. Questo è dato dalla somma del margine iniziale più quella del margine di manutenzione. Specifichiamo che il broker non trae guadagno dalla perdita del trader, bensì da quante operazioni farà. Queste operazione avranno una minima trattenuta che sarà il broker a incassare. In questo perciò non vi è alcun conflitto di interessi.