La leva finanziaria nei CFD



Leva finanziaria nei CFD

Abbiamo già parlato in altri articoli legati al trading in CFD di questa leva finanziaria. In particolare ne abbiamo parlato quando abbiamo trattato l’argomento di cosa sono questi CFD e perché trovano la loro forza nella leva finanziaria. Abbiamo anche parlato del guadagno che ne traggono anche i broker da questa leva finanziaria, ora passiamo a parlare in maniera più specifica di cosa sia questa leva finanziaria.

Ma che cos’è una leva finanziaria? Partiamo proprio dalla definizione di questa leva con un piccolo esempio, che ci permetterà di capire a fondo di cosa stiamo parlando. Possiamo considerare la leva finanziaria un fattore rispetto al quale una certa somma può moltiplicarsi per fare in modo da poter negoziare con del denaro in sovrappiù rispetto a quello che abbiamo a disposizione. Possiamo dire che il broker effettua una specie di prestito nei confronti del trader in modo che possa avere più spazio per effettuare le sue contrattazioni.

Ovviamente come in tutto il mondo del trading serve considerare le conseguenze che possono esserci. In altre parole cosa succede se perdiamo usando questa leva finanziaria? Questa è la domanda più corretta che si possa fare, dal momento che vediamo questa leva come il prestito di un broker, poi ovviamente ci sono moltissimi voci che mettono sono problemi inutili. Occorre specificare che i grandi broker CFD presenti non consentono di finire in rosso, ovvero non ne prevedono la possibilità, quindi non c’è rischio di finire in una situazione debitoria con il broker della piattaforma. La piattaforma migliore in questo caso, proprio per sfruttare la leva finanziaria è la Plus500, che consigliamo.


Come già detto in altri articoli quando il broker usa una leva finanziaria è vero sì, che ci presta del denaro ma è anche vero che prende le precauzioni necessarie per non doverci rimettere. Quindi se vogliamo avere dei risultati concreti e positivi più di quanto potremmo fare con il nostro capitale, dobbiamo sapere anche non potremo rischiare più di molto perché il broker non ce lo permetterà affatto. Quindi prima di prevedere l’utilizzo della leva finanziaria prendiamo e valutiamo attentamente il tipo di negoziazione che stiamo per fare. Nel caso ci andasse nel verso sbagliato, perderemmo davvero tutto quello che abbiamo impiegato per fare quella certa operazione.

I margini nella leva finanziaria

Abbiamo anche parlato della Margin Call, ovvero la chiamata di margine, che sarebbe un ulteriore prestito da parte del broker, ma prima di effettuarla questo ci chiederà un’esposizione maggiore, proprio per garantire la prestazione che ha visto muoversi contro il cliente. In parole più spicce il broker vi avvertirà che la situazione sta andando male e cercherà di proteggervi e soprattutto di proteggersi. È una specie di garanzia, qualora poi l’utente non provveda a nulla, il broker liquiderà la propria posizione.

Infine abbiamo anche i vari margini: iniziale e variabile. Il margine iniziale può variare dal 3 al 30% per le azioni, mentre varia dallo 0,5% all’1% per i restanti strumenti finanziari. Chiaramente più il rischio sarà alto più il margine iniziale sarà elevato.

Il margine variabile invece è determinato dal prezzo sul mercato e viene applicato quando una posizione comincia a muoversi contro il cliente. Facciamo un piccolo esempio: se compriamo 200 azioni della Pirelli con CFD da 100 centesimi nel momento in cui il prezzo subisce un ribasso a 90 centesimi il broker detrarrà 20 euro. Al contrario invece se il prezzo sale a 110 centesimi il broker accrediterà 20 euro sul conto dell’utente, tutto questo sarà ben visibile e in tempo reale. Sottolineiamo che il margine variabile avrà effetto positivo o negativo sul conto del trader, mentre quello iniziale sarà detratto e poi rimpiazzato nel momento in cui verrà coperto.