Le Criptovalute: che cosa sono e come negoziarle



Le Criptovalute

In questo ultimo periodo si sta facendo un gran parlare delle criptovalute, specie dopo gli ultimi problemi causati dal virus WannaCry. Il mercato di queste criptovalute, ovvero le monete virtuali che ci permettono di trasferire del denaro senza alcun tipo di intermediario, ha toccato i 110 miliardi di dollari per quanto riguarda la capitalizzazione. È stata sicuramente un’ascesa pazzesca e senza dubbi inaspettata e tra queste spicca certamente il Bitcoin che va a incidere per ben il 40% sul mercato.

Dopo questa improvvisa ascesa da parte delle monete virtuali le varie ricerche in merito a queste si sono propagate a macchia d’olio e a dismisura, infatti i traders online di tutto il globo hanno cominciato ad essere incuriositi da queste opportunità senza dubbio ghiotte, offerte proprio da queste monete virtuali.

Come si accennava prima le cause principali che sono da imputare all’exploit delle varie criptovalute si riferiscono agli attacchi da parte degli hackers. Il caso di WannaCry ad esempio, ha permesso l’accendersi dei riflettori su un mondo interessante come quello dei bitcoin e che ovviamente vanno a svincolarsi dalle tradizionali logiche che governano i mercati sia fiscali che azionari e le loro regole strette. Questo però rende fa luce anche sul fatto che non ci sia solo il bitcoin tra le monete virtuali, ce ne sono moltissime altre, vediamo quali.


Criptovalute: quali sono?

Cominciamo proprio dal bitcoin, questa criptovaluta creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, utilizza la tecnologia crittografica dal nome Blockchain. È un sistema che si basa su un database condiviso e che ci permette di instaurare un certo tipo di fiducia tra venditori e acquirenti, ovviamente senza alcuna necessità di un’ulteriore tipo di verifica.
In termini pratici possiamo dire che un anno fa per poter comprare un solo Bitcoin servivano più o meno 500 dollari, mentre quest’anno (soprattutto dopo la questione WannaCry) ha toccato i 2019 dollari, con una crescita improvvisa e netta del 135%.

Possiamo senza alcun ombra di dubbio dire che il Bitcoin sarà la moneta virtuale di riferimento per gli anni futuri, soprattutto basti pensare al fatto che il Giappone ha permesso, con una legge, di riconoscere i Bitcoin quale metodo di pagamento. Si stima che nel mercato mondiale la tecnologia denominata Blockchain entro l’anno 2021 avrà un’espansione di 11 volte, quindi passerà da un valore minimo di 210,2 milioni di dollari fin a ben 2,3 miliardi nel 2021.
La moneta virtuale Ethereum si è affermata come un’alternativa ai Bitcoin agli inizi dello scorso anno, questa è la seconda criptovaluta in ordine di capitalizzazione. Questo tipo di tecnologia è stata progetta appositamente per supportare certi tipi di contratto e soprattutto per rendere più automatiche le procedure a carattere fisico e finanziario di un processo di distribuzione che tocca molti soggetti. Questa si basa su una valuta denominata Ether.

Questa tecnologia permette lo scambio di qualsiasi asset finanziario. Ovviamente è una particolarità che non è passata inosservata, infatti molti investitori e anche molte banche hanno versato capitali ingenti proprio in Ethereum. Alcuni analisti hanno previsto che l’Ether supererà di Bitcoin per valore e anche per funzionalità. Teniamo conto comunque che l’Ether nel 2016 aveva un valore di 8 dollari per poi toccare quote di quasi 400 dollari.

Il litecoin invece è la prima alternativa uscita al Bitcoin, nata nel 2013, però non ha saputo fare in modo da mantenere la propria spinta. Agli inizi era quotata a 25 dollari, mentre ora ne vale solamente 4. Un brusco calo che ha preoccupato tutti coloro che avevano visto nel Litecoin una possibilità innovativa e interessante al Bitcoin. Anche se le operazione sono più economiche e veloci alcuni analisti hanno sottolineato il fatto che ci possa essere un pericolo rispetto all’effetto bolla.