Forex Trading: Analisi tecnica



Con il termine di Analisi tecnica intendiamo tutti quei movimenti e discipline che vengono utilizzate per poter studiare l’andamento dei mercati finanziari, in modo poi da prevederne gli andamenti futuri attraverso quelli del passato. Nonostante questa disciplina sia vista in modo scettico, è importante per comprendere i movimenti dei mercati, e anche gli scettici la usano molto spesso. Diversi analisti usano due particolari tipi di approccio per quanto riguarda l’analisi tecnica:

Top Down, ovvero uno studio di mercati che tendono a identificare le economie per poi passare ai settori più promettenti;

Bottom Up, ovvero cominciando a studiare e a selezionare tutti gli attivi che sono acquistabili per poi passare a qualcosa di più promettente.

Però c’è anche da sottolineare il fatto che questi tipi di analisi tecnica richiedono una grande quantità di capitale, non a caso gente come George Soros ha fatto enormi successi usando queste tecniche e investendo molti capitali. L’analisi tecnica però parte anche da un presupposto del tutto diverso: soprattutto per il fatto che studiando gli andamenti passati, possiamo intuire gli andamenti futuri. Da questo possiamo chiaramente dire che la storia tende a ripetersi e quindi studiando tutto quello che è successo nel passato, possiamo comprendere come si muoveranno i mercati nel futuro e quindi investire in modo più corretto ed evitando grandi errori economici.

Analisi tecnica: caratteristiche del modello



Tutti dovrebbero avere chiaro che cosa sia un’analisi tecnica e di che cosa si tratti, soprattutto se vogliono intendersi di finanza e lavorare su questo tipo di supporto.
Innanzitutto occorre partire da quello che fecero Charles Dow ed Edward Jones alla fine del 1800, con la loro compagnia Dow Jones and Company. Grazie a Dow dobbiamo le prime analisi tecniche, ma anche la prima creazione dell’indice del mercato finanziario.

Il modello di Dow era fondato su 6 pilastri:

1. Gli indici svendono tutto, ovvero i mercati hanno un andamento efficiente e questo si riflette sui valori della Borsa;
2. Il mercato ha 3 tipi di trend: primario, secondario e minore. Per quanto riguarda il trend primario, secondo Dow, si tratta di quello su un lungo periodo, ovvero dai 4 mesi in poi. Il trend secondario, invece, riguarda un periodo da uno a tre mesi; infine, il trend minore riguarda un arco di tempo inferiore al mese.
3. Il trend primario ha tre tipi di fase: la prima fase si chiama accumulazione, dove ci sono gli investitori istituzionali che entrano nel mercato. La seconda fase viene chiamata partecipazione pubblica, dove sono gli investitori a occupare la parte degli istituzionali. Nella terza fase, che viene chiamata distributiva, avviene che l’andamento economico viene reso pubblico e gli investitori istituzionali vendono a chi entra nel mercato.
4. Gli indici devono essere confermati a vicenda tra loro. In altre parole un certo tipo di trend, che sia rialzista o ribassista, non deve essere in nessun modo settoriale, ma generalizzato.
5. Il volume deve confermare il tipo di trend. Con ciò si intende dire che un certo tipo di volume crescerà parimenti con il trend stesso.
6. Finché non c’è segno contrario, un trend rimane in atto. Ad esempio possiamo dire che un trend è rialzista finché un massimo o un minimo successivo saranno maggiori rispetto al precedente.

Occorre concludere dicendo che la teoria elaborata da Charles Dow fu creata appositamente per spiegare i trend e non affatto per anticiparli. In sintesi possiamo dire che possiamo usarle per confermare una certa strategia che abbiamo scelto per comprendere il tipo di andamento che il mercato avrà in un prossimo futuro. Questi trend non sono difficili da capire, ma sono anche indispensabili per poter agire al meglio su un mercato finanziario o azionario, nel quale stiamo lavorando.